Friday, September 22, 2006

…sulla prima stava scritto TRAMA…

Il Libro Nero del Gatto vuole essere un noir, parlare di una città, Milano, e di chi la vive e la subisce.
Un venerdì sera viene dato alle fiamme il Centro Sociale Kontenitore, e tra le ceneri viene rinvenuto il cadavere di un ragazzo ucciso con una sprangata in testa.
La Polizia decide di affidare il caso a Cristiano Camporosso, ispettore per raccomandazione, interista, uscito dall’Università senza laurea. Cristiano, il perdente per antonomasia, intuisce che ai piani alti l'indagine è scomoda, e gli è stata affidata contando che non venga risolta.
L'ispettore, svogliatamente, comincia le indagini e pian piano s’impunta, vuole portare a fondo la faccenda: contatta il Gatto, vecchio amico post-punk anarcoide e conflittuale, e gli chiede un aiuto. Le indagini riguardano tutti coloro che possono avere in astio un Centro Sociale come Essere Vivente nel tessuto urbano, spacciatori arabi, gang sudamericane, triadini cinesi, skinheads, ultrà, vicini di casa, i padroni dell’area. Intanto un misterioso Uomo Vestito di Bianco pedina onnipresente Camporosso e la sua brigata.
Camporosso ed i suoi improbabili compagni viaggeranno confusi attraverso la varietà umana affascinante proprio perché mai passibile di un giudizio assoluto, tra ninja, Dio, spettri, mercenari, scontri di piazza, sbirri, birra, ultrà, vivranno drammi, combineranno cazzate, scazzotteranno a destra e manca, mentre il Gatto redige il suo inquietante Libro Nero, mentre la città impazzisce in un’ondata di violenza paradossale nella sua logicità. Finchè….
Cazzo...

1 comment:

juligiunixe said...

A me è piaciuto, davvero! nelle sue esagerazioni riesce a trasformare la nostra città in uno scenario talvolta da film western, talvolta da apocalisse, talvolta pulp!ogni tanto riesce addirittura a rappresentare milano proprio come è!
E' bello leggere qualcosa di così vicino a me, che parla dei miei luoghi, del mio tempo, e in fin dei conti anche delle persone che mi circondano. forse proprio per questo il mio giudizio nn sarà mai del tutto obbiettivo. Credo sia cmq una piacevole lettura, trovo accurata la descrizione dei personaggi,e sopratutto qua è là ci sono davero dei colpi di genio!!Per non parlare del finale a sorpresa!
Bravo Chicco, anche se non ti perdono di aver già fatto qualche stampa senza usare una mia copertina!e devo ancora digerire il fatto che invece vuoi pubblicare sul blog i mie bozzetti(il lavoro definitivo è una cosa, il percorso che si segue per arrivarci...è intimo!).
Ora muoviti a spedirlo un po' giro!!!