Sunday, September 24, 2006

(PARENTESI DI VITA IRREALE)

Sono tornato stasera da Torino, dove con i Kalashnikov sono stato ospite dei Seminole in un divertente concerto allo sGabrio, un centro sociale di lì. Inutile dire che perdere le giornate coi miei amici Kalashnikov è stato divertente ed appagante, e che suonare il synth azzeccando addirittura i tasti da schiacciare è stato motivo di grossa soddisfazione...

Comunque, credo di avere scoperto una città più nera di Milano: Torino fa PAIURA!
L'abbiamo attraversata in macchina, e vi dico solo che nei pressi del mercato di Porta Palazzo abbiamo tirato giù le sicure delle portiere per il caos da mercato arabo che ci circondava, nel giro di pochi minuti abbiamo assistito ad uno scippo di collana e ad una scazzottata tra un bielorusso e 4 arabi. La gente parcheggia le auto sulle striscie che dividono le corsie!!!
Nella zona di Porta Nuova sembrava di attraversare Bagdad nella sua notte più oscura con reminescenze da poliziottesco anni '70, i travestiti lì sono uomini di 50, 60 anni vestiti da donna, noi almeno abbiamo i transessuali con il seno, lungo via Nizza prostitute di 60 e pass'anni tentavano di invogliarci con frasette sensuali tipo "Vuoi che t'accompagno, capo?" mentre arabi vendono il pane per terra, decine di ubriachi, brutti ceffi che ti dicono di aprire gli occhi, stranieri avariati, ed un tanfo di orina letale per le narici... hanno pure provato a fottere il portafogli all'Annalisa.
E se la situazione dell'odore non migliora in giro per la porzione di città che abbiamo visitata, non migliora neanche la situazione malattia urbana, vie borghesi di negozi e ragazzetti ben vestiti, e zone d'ombra popolate da un popolo di ratti che si nutrono di scarti... capisco perchè Dazieri abbia ambientato la Cura del Gorilla a Torino!!!
Niente male, direi, niente male... magari vado a viverci qualche mese!

2 comments:

la mamma del lupo said...

Eccomi qui "Gattaccio"... a sciorinare il mio parere...

Non ho mai letto noir, a dir la verità. Per partito preso. In genere la vita mi schifa già così al naturale da rendermi sorda ed apatica ad ogni lettura o film del genere in questione.
"Ma va là che te piangi già solo a vedere Heidi" il ritornello sarcastico dei miei figli...
Ad ogni buon conto mi accingo alla lettura col sottofondo del "canto dell'om" con tanto di cinguettio incorporato che non si sa mai, magari ho bisogno di purificare la mia mente dalle contaminazioni e dalla diffidenza....
Questo noir mi attira, però: me ne avvicino curiosa, con occhio affettuoso e benevolo ma anche con quel brandello di distacco e scetticismo per poterlo "giudicare".
La scrittura è scarna ed asciutta, a tratti sincopata, la trama avvincente ed imprevedibile: mi piace, solo fatico un poco a penetrare in questo mondo apocalittico alla Bladeranner. Resisto: non mi va di "riconoscerlo" in qualche modo come mio perché in fondo come dice ad un certo punto Francesco Gattone "siamo tutti sulla stessa barca"... Ma infine mi lascio coinvolgere. Mi convince quella umanità spicciola che traspare da tutto il libro, il sarcasmo benevolo con cui vengono tratteggiati i personaggi che mi appaiono così veri e reali nelle loro fisime deformate ed ingigantite (spero!) che sottolineano davvero la tua disincantata capacità di osservazione e di comprendere ciò che ti passa accanto.
Chiudo il libro con un po' di amaro in bocca anche se a tratti mi sono davvero divertita. "la realtà supera la fantasia" rifletto e la spallata finale la dà lo Shorty-Pinelli scaraventato giù dalla finestra della questura. Un brivido mi corre lungo la schiena: era così rassicurante poter pensare che tutto fosse solo relegato nella fantasia esagerata di un autore un po' pazzoide..... Alla fine mi rimane incollato questo commovente e primordiale bisogno di giustizia e di amicizia che davvero non mi dispiace avvertire (e poi, come in tutte le storie a lieto fine i "Buoni" nonchè "Amici" si salvano, devo dire con un certo puerile sollievo da parte mia...)
Un solo appunto da indisponente maestrina con la penna rossa: ho corretto qualche errore di ortografia e qualche verbo qua e là.
Spero tu voglia tenerlo in considerazione, Francesco Gattone.... (mi diverte questo nome...)

la mamma del Lupo

p.s mi aspetto che tu davvero lo mandi a qualche casa editrice o concorso. lo devi fare, davvero. chissà se a milano esiste ancora la libreria del giallo: la tecla dozio qualche tempo fa mi era parsa una lettrice accanita e competente. e poi su internet c'è qualcosa di interessante se cerchi. stamane mi è venuto all'occhio "il foglio letterario" che sembra fatto al "nostro" caso. non l'avevo mai sentito sentito nominare. tu lo conosci?

ghallonzronin said...

Ehilà!
Che bello, finalmente un lettore un minimo distante dalle persone coinvolte nella storiaccia nera del Gatto e soci!
Innanzitutto, grazie per la lettura, ed in secondo luogo, grazie per le correzioni, sviste imperdonabili, come svenì per svenne, e semplici errori di ignoranza. Un liceo classico buttato nel cesso assieme a nove tasse universitarie...
Meno male che mi avete corretto!
Sto cercando e partecipando a concorsi per una pubblicazione del malloppo, vedremo un poco, fosse una bella soddisfazzione che io riuscirei a stanpare il libbro che ho scrito. Inoltre o visto che mi ai dato degli spunti che tratterò in un post appena ne avrebbi il tempo, come l'influenza del reale i personaggi e la mia conciezzione di noir.
Grazie! Non riesco a dire altro, inebetito ed imbarazzato...
Ciao!