Wednesday, November 22, 2006

Presentazione_la nuova versione



Benvenuti alla Fiera del Qualunquismo, al circo surreale del Razzismo! Guardate i nostri attori crogiolarsi nel pressapochismo, in questo squallido ed epico fumetto privo di disegni! Il Libro Nero del Gatto, l’ho chiamata, questa storia ambientata nell’Ammalata Ammaliatrice, la Milano che fu nera, gialla, ma mai così policroma e poliglotta. La Milano criminale che trema, odia, e la Milano reale il cui asfalto ho calpestato con la suola delle scarpe.

Che succede quando brucia un Centro Sociale Occupato Autogestito? Chi ne gioisce, chi ne beneficia, chi si sente ferito? E chi se ne accorge? È a questo punto che, affrontando contingenti naziskin, ultras, maruja, chinatown, cinghios, albatros, rumeni, ninja, pulotti, caramba, squatter, punkabbestia, rastoni, avvocati, spettri, imprenditori, kebab, ciclisti, fino a trovarsi nella grande battaglia di Milano, Cristiano Camporosso entra in gioco. Poliziotto raccomandato, interista, non laureato, perdente per scelta o per destino, la burocrazia gli affida il caso contando sul fatto che lui non lo risolverà. Ma Cristiano decide di portare a conclusione qualcosa, per una volta nella vita.

Forte della sua brigata d’amici(un Pugile delle Puglie, traslocatore di Bruzzano; un malmostoso pingue amante di alcool e sigarette dalla Comasina; un annoiato impiegato comunale cinico ed enorme), col Gatto, instabile post-punk anarchico e perdigiorno, reazionario utopista, esperto di nulla, Camporosso indaga, una pista segnata col sangue e le fiamme. E nel mentre il Gatto redige il suo Libro Nero, intriso d’odio e sofferenza, senza mezzi termini e senza buonismi, qualunquista, si, ma qualunquista è il popolo.

1700 sigarette saranno abbastanza per non concludere un cazzo? Ed il Gatto risolverà la sua relazione in bilico sul cavo telefonico con Lulù? Buoni e cattivi sono chiaramente schierati, o nessuno è buono né cattivo?
È più importante farsi domande o darsi risposte?

Una storia di amicizia e città, di cambiamenti e disordini, di sogni infranti e sogni viventi, narrata col ritmo e coi toni del fumetto, malinconica, delirante, sarcastica, ironica, tracotante, a sfiorare l’epica, una storia che sa di vero e surreale allo stesso tempo: la questione, forse, non è quanto il romanzo assomigli alla realtà. Il problema sarebbe se la realtà somigliasse al Mondo Nero del Gatto.

2 comments:

TETO said...

Carino lo stacco pubblicitario.

juligiù said...

wow, sembra quasi un bel libro!! ;) Perchè ieri non sei venuto??!! Preso altro kazziatone!!! Probabilmente a ragione! mmm,appena ho un attimo di tempo leggo il racconto...mi stuzzica che sia tornata Lulù. kizz