Friday, August 06, 2010

Meditabilia.

Nulla è più innaturale dell'ovvio.
(Sherlock Holmes, Un caso d'identità, Sir Arthur Conan Doyle)

L'unica cosa che è immorale
è la banalità.
(Bianca, Afterhours)

Tuesday, August 03, 2010

28 giorni dopo. 2 secoli fa.

Una volta aveva sognato che tutto il mondo era condannato a esser vittima di una tremenda, inaudita pestilenza, mai vista prima, che avanzava verso l'Europa dal fondo dell'Asia. Tutti erano destinati a perire, tranne pochi, pochissimi eletti. Erano comparse certe nuove «trichine», esseri microscopici che penetravano nel corpo umano. Ma questi esseri erano spiriti, dotati di intelligenza e di volontà. Gli uomini che le accoglievano dentro di sé diventavano subito indemoniati e pazzi, eppure non si erano mai creduti così intelligenti e infallibili come dopo il contagio. Mai avevano ritenuto più giusti i loro giudizi, le loro conclusioni scientifiche, le loro categorie e convinzioni morali. Interi villaggi, intere città e nazioni venivano infettati e cadevano in preda alla pazzia. Tutti vivevano nell'ansia e non si capivano a vicenda, ciascuno ritenendo di esser l'unico depositario della verità; e ciascuno, guardando gli altri, si tormentava, si batteva il petto, piangeva e si torceva le mani. Non sapevano chi e come giudicare, non riuscivano ad accordarsi nel giudicare il male e il bene. Non sapevano chi condannare e chi assolvere. Gli uomini si uccidevano tra loro, presi da una rabbia assurda e forsennata. Si preparavano a combattersi con interi eserciti, ma gli eserciti, già in marcia, a un tratto cominciavano a dilaniarsi da soli, le file si scompaginavano, i guerrieri si slanciavano l'uno contro l'altro, si infilzavano e si sgozzavano, si mordevano e si divoravano tra loro. Nelle città le campane suonavano a stormo tutto il giorno: venivano chiamati a raccolta tutti, ma nessuno sapeva chi fosse a chiamare e a che scopo, e tutti erano in angoscia. Avevano abbandonato i normali mestieri, perché ciascuno proponeva le proprie idee, le proprie innovazioni, e non riuscivano a mettersi d'accordo. L'agricoltura era paralizzata. A volte la gente si radunava a gruppi; si mettevano d'accordo su qualcosa, giuravano di non separarsi più, ma subito dopo si mettevano a fare una cosa completamente diversa da quella che loro stessi avevano proposto e ricominciavano ad incolparsi reciprocamente, ad azzuffarsi e a scannarsi. Scoppiavano incendi. Venne la carestia. Tutti e tutto andava in malora. La pestilenza aumentava e avanzava sempre più. Nel mondo intero, solo pochi uomini avevano potuto salvarsi, i puri e gli eletti predestinati a dar vita a una nuova razza umana e a un nuovo modo di vivere, a rinnovare e purificare la terra; ma nessuno aveva mai visto da nessuna parte questi uomini, nessuno aveva udito mai le loro parole e la loro voce.

Fedor Michajlovic Dostoevskij
Delitto e Castigo

Saturday, July 17, 2010

Privazioni

Non fumo da 45 giorni.
Non scrivo da molto di più.
Il primo vizio di rado mi manca, il secondo affossa il mio senso.
Non mangio kebab da non so più quanti mesi perchè è carne di cucciolo. E perchè è carne halal. Continuo, saltuariamente, a mangiare animali. Ma non ammazzo zanzare.
Non riesco a trovare un Conte di Montecristo.
Non vedo mai un film, non vedo nemmeno i miei telefilm preferiti.
Non ho ritirato i soldi dalla mia Editrice.
E negli ultimi due giorni son rimasto senza la Moretti delle 19 che il gelataio non c'era, al parco.

It's a Wonderful Life.

Friday, July 09, 2010

Perchè Gallone scrive solo quando sente:

bla bla bla, bla bla bla bla bla blà, bla blà, bla bla bla blà bla bla.
bla bla blabla bla bla blà, blablabla bla bla blà blà.
bla bla blà, bla bla, bla bla bla, bvlà, blà, blà.

Wednesday, May 05, 2010

... non riesco più nemmeno a far finta di provarci...

Tuesday, May 04, 2010

La pioggia che scivola lungo la mantellina e risale dagli scarponi alle ginocchia impregnando i grey jeans, in tasca due lire nella borsa tremila pagine da mangiare ed un centinaio da riempire, un impegno per sera a parlare di un libro che è stato difficile scrivere ma non come portarlo in giro, e nelle tempie, la voglia di tornare indietro, di tagliare i capelli tra rasate e ciuffoni, indossare giubbetti di jeans consumati dal tempo su mimetiche scucite, tornare a sedersi sui marciapiedi la sera sognando un domani migliore, un domani da sogno, credendo profondamente che quel che vogliamo si può realizzare, gridando dissenso e disprezzo a tutti quegli infermieri che non mi capiscono e non mi comprendono ma vorrebbero curarmi o rinchiudermi qui, il problema oggi è che la pioggia, per violenta che scenda, non lava via le rughe e l'amaro che covo ogni volta che lascio visioni e pensieri a smarrirsi nel niente...

Stasera, Circolo Arci “Mazzini-60”,via XXIV Maggio 51, Corsico ore 21
La Metropoli Stanca annegherà nel vino...