Thursday, April 26, 2012

Lapidi d'Asfalto: 3



A casa di Deborah, a casa di Giulia, in libreria o in vendita sulla rete, Lapidi d'Asfalto è la fuori. Come loro. Come voi. Come te.

francesco gallone "LAPIDI D'ASFALTO" Eclissi Editrice
9788895200392
176 pagg, 12 euro

Friday, March 09, 2012

Milano Corri o Muori, il prequel di Milano è un’Arma

La prima cosa da sapere su Milano Corri o Muori è che non è una storia inventata. Non del tutto, perlomeno. È fatta romanzo ma è una storia vera, che verosimilmente è accaduta, accade ancor oggi, e accadrà in futuro. La differenza sta negli smartphone: io racconto dei ricordi scolastici romanzandoli, a tratti esagerandoli, oggi verrebbero ripresi coi cellulari per essere ricordati e condivisi nei social networks e gettare scandalo sulle scuole italiane. È la storia dell’adolescenza, età difficile e crudele, anzi, difficile perché crudele, dei suoi bullismi, dei suoi giochi che sono sempre metafora di qualcosa di più profondo, della sua gracilità, dei fragili equilibri che la compongono, delle sciocche cattiverie che la devastano. È la storia di ciascuno, che sia stato vittima, carnefice o semplice spettatore.
La seconda cosa da sapere su Milano Corri o Muori è che è il prequel di Milano è un’Arma, il mio primo romanzo: tornano dunque tanti suoi personaggi, alcuni si forgiano, alcuni ammiccano a un futuro appuntamento. Vengono narrate le radici dell’amicizia tra il Gatto e Camporosso, e compaiono molti altri musi conosciuti.
La terza cosa da sapere è che questa storia che ansima e trema, che piange e lotta, è anche il ricordo malinconico degli anni Novanta della mia adolescenza, quando si usavano le cabine telefoniche, si compravano i dischi, le notizie si approfondivano su libri e riviste di settore, ci si scambiava le vhs, si ascoltava la radio, si aspettava una settimana Xfiles in tv, e quando si chiamava ovviamente al numero di casa una ragazza per invitarla a uscire, puntualmente rispondeva suo padre furioso per essere stato svegliato dallo squillo telefonico.
La quarta cosa da sapere su Milano Corri o Muori è che l’ho scritto in cinque giorni, su ispirazione della musa, prendendo un permesso dal lavoro apposta. Perciò, e per la densità di quello che ho cercato di esprimere scrivendolo, non lo reputo un racconto lungo, bensì un romanzo lampo.
La quinta cosa da sapere, è che ci sono ancora un sacco di cose da scoprire tra le sue pagine!

Wednesday, June 29, 2011

Tuesday, May 03, 2011

Friday, April 29, 2011

Lui è Peggio di Me! /episodio pilota

E così ha inizio la trasmissione internauta e pirata delle conversazioni tra i due Inadeguabili, a cogitar e fondar un'idea propria, nuova e inadeguabile di esistere, in libreria e nel mondo.

Friday, April 08, 2011

Lui è Peggio di Me!

Umile non è umiliato, quotidiano non è banale.

da "Dove Osano I Piccioni" di Ulisse Lui

Thursday, March 24, 2011

riflesso nel monitor

Forse il segreto è non sentirsi mai all'altezza, andare avanti anche quando non si è sicuri di sè, forse questo è non avere paura, avere il coraggio necessario. Andare avanti, non nonostante gli altri, gli ostacoli, le difficoltà, ma nonostante noi stessi. Perchè quando non hai paura è facile tenere la mano ferma. Ma quando tremi, è più difficile prendere la mira. Ed io mi sto cagando sotto, perchè il mondo lo intuisco, ma me non mi capisco.

Thursday, March 03, 2011

Chiudere... le pooorteeee.....

Ieri sera ho visto Non Prendete Quel Metrò, con Donald Pleasance. Un thriller del 1973, se non erro, con grandi caratteri e una sottile vena di critica sociale.
Conoscete la trama? Gli operai abbandonati nel cantiere sotterraneo?
C'è un gruppo di scrittori, passati, presenti e futuri, che è esattamente come quegli operai: costa troppo tirarli fuori, non sono un investimento conveniente, possono accanirsi a sopravvivere con qualsiasi mezzo, ma il loro destino è segnato, saranno costretti a vivere sottoterra, altro che underground, a battersi e divorarsi tra loro, dimenticati, e se qualcuno mai se ne ricorderà, la sua voce verrà taciuta, mai ascoltata, perchè è una colpa averli lasciati là sotto.
Non è così, forse, per H COME MILANO di De' Rossignoli?
C'è un gruppo di arroganti pervertiti che è comodo nutrire, accudire, accompagnare, scrittori in bombetta dagli editori altisonanti, ottimi investimenti perchè si investe in puttane, papponi e presunzione, l'attenzione sarà loro. Sempre.
Non prendete questo metrò.
Vi saranno chiuse le porte.

Wednesday, February 02, 2011

Zombie!

Quello che mi chiedevo, sfogliando Nocturno, guardando mio fratello giocare con L'Xbox, è se sia possibile raccontare una storia di zombie originale, ormai, che abbia senso raccontare. Debbo ancora leggere Lindqvist, non so bene che abbia combinato lui, ma per il resto, cinema, televisione, fumetti, narrativa e videogiochi hanno trattato il tema in ogni salsa, da ogni punto di vista, in molteplici variazioni. E' questo che stavo indagando. Spero di darvi una risposta.
L'aggiornamento, nel giorno 02.02.2011, è che Gallone scrive ancora. Solo che scrive, neanche lento, neanche quando riesce... scrive quando avverte il senso e il significato di quello che scrive. Sarebbe inutile, scrivere perchè è un mestiere, o perchè soddisfa dire al prossimo 'faccio lo scrittore'. Vendere romanzi che ancora non hanno pagine, o vendere pagine pretendendo che valga la pena leggerle. Gallone, scrive. O scriverà. Quando sarà tempo.
Intanto, accolgo stimoli.

Friday, December 31, 2010

2010

Alla fine dell'anno traggo sempre un bilancio, nell'intimo, un bilancio esistenziale. Di solito lo faccio a Natale e serve a ideare il concetto comune di base ai regali che offro ai miei affetti più intimi.
Quest'anno, no. Quest'anno ha già deluso abbastanza l'opinione che avevo dell'umanità, sia nel senso di esseri umani che in quello di condizione umana.
Le fasi alterne della vita degli uomini ne mutano carattere e atteggiamenti. Ho visto gente sul lastrico lamentarsi della cattiveria del prossimo, dell'ingiustizia sociale, dell'infamia del fato, li ho visti vincere, vincere i giochi d'azzardo che offre lo Stato e quindi insultare gli sfaticati, i poveri, vantarsi della propria operosità.
Ho visto Battisti rifugiato politico in Brasile. Con disgusto. Preferisco i transessuali che ci mandano in cambio. Almeno è dubbia la loro sessualità. Non la moralità.
Ho notato, quest'anno, che c'è della gente che si definisce intellettuale, ma ha in testa solo boria, arroganza, supponenza. Ho notato come questa cosa ha fatto male, a me. Eppure, non scambierei il mio editore ed il mio cuore, per il loro. Nè editore, nè cuore.
Ho notato come i premi vengano distribuiti ai soldi. Ai pompini, ai soldi, ai culi lustri. Con tutto il rispetto. Lo spiega anche Baricco, nella sua Iliade, come i duelli omerici si concludano sempre con la vittoria del più ricco. Appunto, la storia si ripete.
Ho riscoperto come il concetto di lavoro sia più prossimo a quello di schiavitù, fisica economica sociale culturale. Come basti un briciolo di parvenza d'autorità riconosciuta a trasformare gli agnelli, in iene, come direbbe Agnelli a proposito delle sue piccole iene.
Ho visto la cocaina bruciarmi gli affetti davanti agli occhi, lasciandomi abbagliato.
Ho visto quanto fa male il male.
Ho visto quanto incassa un mendicante zingaro in un'ora. E come rida sotto i baffi.
Ho visto l'Illusionista, quel cartone francese, mi ha spaccato il cuore.
Ho visto torrioni di menzogne crollare e non smettere mai più di farlo, nemmeno quando ormai erano a terra.
Ho provato l'impotenza di non concludere niente coi miei nuovi romanzi agonizzanti tra i quaderni.

Ho visto un gatto, quest'estate, in mezzo alla strada, con la metà posteriore del corpo schiacciata, l'ho visto mentre miagolava aiuto alle auto che correvano, l'ho sentito lancinarmi l'anima, l'auto che mi trasportava l'ha allontanato alle mie spalle, eppure è ancora qui con me.

Addio 2010. Mi spiace, comunque, che tu sia passato.
A domani.

Sunday, December 19, 2010

Slam X 20'10

Cioè, quando l'ottima riuscita di un evento diventa inavvertitamente l'eventualità di un attacco di agorafobia risolta con l'evanescenza prima e l'evasione in fondo.

Insomma, è venuta fuori proprio alla grande, questa rivoluzione con le bombe di carta (e tra l'altro, la molotov di Antiniska Pozzi mi ha ghiacciato il sangue), complimenti alle menti, e chiederei perdono se a qualcuno interessasse, ma son scappato, troppo pubblico, io troppo pavido del prossimo accalcato...

E' stato bello incontrare Angelo Junior Avelli, Gianni Biondillo e suo cugino Piero, MdG & Barone, simONEbug, Antiniska e consorte, è stato bello incontrare gli ultras del Milan sorvegliati dagli elicotteri in piazzale Lotto, e dalle loro trombette comprendere che no, non stavano sgomberando il Cantiere, i poliziotti incascati antisommossa, controllavano giusto le greggi in libera uscita.

Monday, November 29, 2010

Fiera dell'Editoria Indipendente UN LIBRO A MILANO

La Fiera vista attraverso gli occhi di uno scrittore umile e umiliato:
FRILLI 3X2, merce deperibile - Pubblicate gialli! Che bello! Pubblicate me? Dei vostri non ne compro nessuno che non me ne frega un cazzo... - Non è così che si fa gli editori - 2 euro di sconto sui Perdisa, il mio libraio mi fa sconti superiori - Due caffè quant'è due euro più la plastica - Ah no io gialli e noir non ne leggo, a me piace la letteratura, ma signora, Delitto e Castigo alla fine è un noir, Difatti non l'ho letto, gliel'ho detto - Ah, starei scrivendo un romanzo, però è bello, volevo sapere cosa mi offrite - Ho già speso tutto, Ma non ha borse!, L'ho speso prima - Pubblico 80 titoli all'anno in almeno 30.000 copie - La mia esperienza ventrenquarantennale - Ma le tovaglie son di carta... come alla festa delle medie.

Monday, November 08, 2010

E I PADRI PIANGONO

Ieri a teatro, nella Parrocchia di San Cipriano a Milano, ho assistito a qualcosa che mi ha emozionato. Un corso di teatro ha messo in piedi, scritto e rappresentato questo spettacolo sulla tragedia del Vajont. Toccante, vibrante, divertente, interessante. Senza retorica, raccontavano la vita nel Vajont prima della diga, durante la sua costruzione, e la sera prima che venisse giù la montagna.
Mi hanno fatto sorridere, e mi hanno fatto pensare, e piangere. Bravissimi e appassionati dilettanti, che hanno scritto un copione originale in tutti i sensi.
Se vi capitasse, guardatelo, cercatelo. E' straordinario. Davvero.
Spero venga presto replicato.

post scriptum - desidero ardentemente che i telefoni cellulari vengano proibiti per legge. Ma questa storia fa ridere solo se ve la racconto dal vivo...

Friday, August 06, 2010

Meditabilia.

Nulla è più innaturale dell'ovvio.
(Sherlock Holmes, Un caso d'identità, Sir Arthur Conan Doyle)

L'unica cosa che è immorale
è la banalità.
(Bianca, Afterhours)

Tuesday, August 03, 2010

28 giorni dopo. 2 secoli fa.

Una volta aveva sognato che tutto il mondo era condannato a esser vittima di una tremenda, inaudita pestilenza, mai vista prima, che avanzava verso l'Europa dal fondo dell'Asia. Tutti erano destinati a perire, tranne pochi, pochissimi eletti. Erano comparse certe nuove «trichine», esseri microscopici che penetravano nel corpo umano. Ma questi esseri erano spiriti, dotati di intelligenza e di volontà. Gli uomini che le accoglievano dentro di sé diventavano subito indemoniati e pazzi, eppure non si erano mai creduti così intelligenti e infallibili come dopo il contagio. Mai avevano ritenuto più giusti i loro giudizi, le loro conclusioni scientifiche, le loro categorie e convinzioni morali. Interi villaggi, intere città e nazioni venivano infettati e cadevano in preda alla pazzia. Tutti vivevano nell'ansia e non si capivano a vicenda, ciascuno ritenendo di esser l'unico depositario della verità; e ciascuno, guardando gli altri, si tormentava, si batteva il petto, piangeva e si torceva le mani. Non sapevano chi e come giudicare, non riuscivano ad accordarsi nel giudicare il male e il bene. Non sapevano chi condannare e chi assolvere. Gli uomini si uccidevano tra loro, presi da una rabbia assurda e forsennata. Si preparavano a combattersi con interi eserciti, ma gli eserciti, già in marcia, a un tratto cominciavano a dilaniarsi da soli, le file si scompaginavano, i guerrieri si slanciavano l'uno contro l'altro, si infilzavano e si sgozzavano, si mordevano e si divoravano tra loro. Nelle città le campane suonavano a stormo tutto il giorno: venivano chiamati a raccolta tutti, ma nessuno sapeva chi fosse a chiamare e a che scopo, e tutti erano in angoscia. Avevano abbandonato i normali mestieri, perché ciascuno proponeva le proprie idee, le proprie innovazioni, e non riuscivano a mettersi d'accordo. L'agricoltura era paralizzata. A volte la gente si radunava a gruppi; si mettevano d'accordo su qualcosa, giuravano di non separarsi più, ma subito dopo si mettevano a fare una cosa completamente diversa da quella che loro stessi avevano proposto e ricominciavano ad incolparsi reciprocamente, ad azzuffarsi e a scannarsi. Scoppiavano incendi. Venne la carestia. Tutti e tutto andava in malora. La pestilenza aumentava e avanzava sempre più. Nel mondo intero, solo pochi uomini avevano potuto salvarsi, i puri e gli eletti predestinati a dar vita a una nuova razza umana e a un nuovo modo di vivere, a rinnovare e purificare la terra; ma nessuno aveva mai visto da nessuna parte questi uomini, nessuno aveva udito mai le loro parole e la loro voce.

Fedor Michajlovic Dostoevskij
Delitto e Castigo

Saturday, July 17, 2010

Privazioni

Non fumo da 45 giorni.
Non scrivo da molto di più.
Il primo vizio di rado mi manca, il secondo affossa il mio senso.
Non mangio kebab da non so più quanti mesi perchè è carne di cucciolo. E perchè è carne halal. Continuo, saltuariamente, a mangiare animali. Ma non ammazzo zanzare.
Non riesco a trovare un Conte di Montecristo.
Non vedo mai un film, non vedo nemmeno i miei telefilm preferiti.
Non ho ritirato i soldi dalla mia Editrice.
E negli ultimi due giorni son rimasto senza la Moretti delle 19 che il gelataio non c'era, al parco.

It's a Wonderful Life.

Friday, July 09, 2010

Perchè Gallone scrive solo quando sente:

bla bla bla, bla bla bla bla bla blà, bla blà, bla bla bla blà bla bla.
bla bla blabla bla bla blà, blablabla bla bla blà blà.
bla bla blà, bla bla, bla bla bla, bvlà, blà, blà.